Pubblicato da: alfonsomorelli | 07/08/2014

Eccedenze alimentari per aiutare l’ambiente e sostenere le famiglie in difficoltà – A Narni parte il progetto Solido

Un progetto per contrastare lo spreco alimentare e aiutare le famiglie in difficoltà finanziato grazie alla vincita di un bando regionale per l’erogazione dei fondi europei di sviluppo e coesione.

Si chiama Solido, è coordinato dalla cooperativa sociale Babele di Corciano e da Legambiente Umbria e vede impegnati il Comune di Narni, l’Arci territoriale e il Cesvol di Terni.

Proprio in questi giorni, nel territorio comunale di Narni, parte la mappatura delle eccedenze alimentari negli esercizi commerciali e nella ristorazione, ma anche nelle mense scolastiche e aziendali. L’obiettivo è mettere insieme una stima abbastanza precisa degli alimenti confezionati, cotti e freschissimi che sul territorio ogni giorno finiscono nella spazzatura e che invece, con piccole accortezze e un’organizzazione mirata, possono essere destinati alle famiglie inghiottite dalla crisi economica.

Lo studio di fattibilità, completo dei numeri legati alla quantità di beni alimentari da poter recuperare, sarà pronto entro la fine dell’anno per poi passare alla fase operativa già nei primi mesi del 2015.

In Italia si stimano annualmente circa 146 kg di cibo sprecato per persona” dice Alfonso Morelli, assessore all’ambiente del Comune di Narni “un dato insostenibile sia da un punto di vista ambientale che sociale. Diventa quindi importante intervenire in questo settore affinché importanti risorse utilizzabili possano essere rimesse in circolo tra l’altro in un ottica di aiuto alle persone in difficoltà. Coinvolgeremo anche l’associazionismo del territorio per capire quali azioni con il volontariato possiamo intraprendere per dare maggiore forza, efficacia e capillarità al progetto. Questo progetto è il primo che attueremo in direzione del recupero alimentare ed in coerenza alla strategia del Comune di Narni adottata con l’adesione alla carta SprecoZero”.

Lo studio consentirà di capire quanti pacchi alimentari si potranno confezionare. Con i servizi sociali del Comune saranno allora individuate le famiglie destinatarie del progetto, che, a regime, prevede il confezionamento dei pacchi e la distribuzione a domicilio. “Ormai a richiedere viveri non sono soltanto persone con difficoltà conclamate” – spiegano i promotori del progetto – ma famiglie con un lavoro e con una casa che non arrivano più alla fine del mese. Da qui la nostra volontà di mettere in campo azioni che possano rappresentare un valido strumento di lotta al disagio di tante famiglie, anche quelle considerate “normali” e di cui nessuno si fa carico, dando una risposta alle esigenze di tutela, promozione e miglioramento della qualità della vita del nucleo in difficoltà, valorizzandone le potenzialità e contrastando “l’anonimia dell’abitare” che, purtroppo, riguarda molte famiglie e diverse categorie di cittadini fragili”.

L’idea è quella di poter poi estendere il progetto a tutto l’ambito territoriale.

L’amministrazione comunale di Narni è inoltre impegnata nell’individuare “agevolazioni fiscali per aziende e privati disponibili a collaborare al riposizionamento dei beni alimentari”.

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